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La scienza della demografia applicata alle specie marine

Il dottore del corallo rosso: "Così cercheremo di salvarlo"

Sono la pesca e i cambiamenti climatici le minacce più insidiose


In un’ala del Dipartimento di Biologia lavora un gruppo di biologi marini che vanta una notevole produzione scientifica. Le linee di ricerca sono diverse, dalla tassonomia allo studio della biodiversità, alla demografia.

Qui inizia la storia di Lorenzo Bramanti, biologo marino per definizione, capello arruffato dalla salsedine, pelle abbrustolita ed occhio sveglio, che nella sua tesi di dottorato ha applicato la scienza della demografia ad un invertebrato marino, il Corallium rubrum. Questa specie marina è nota al mondo per il suo valore economico e per la sua commercializzazione come ornamento nella gioielleria. E’ un animale endemico del Mediterraneo ovvero la sua distribuzione è esclusiva delle coste del mare nostrum fino ai confini con l’Atlantico. Il corallo è una specie longeva caratterizzata da una crescita molto lenta, stimata circa 1 mm all’anno in altezza; l’attività di pesca, intensificatasi nell’ultimo ventennio, ha però ridotto la risorsa. Questa specie inoltre è sensibile alle alterazioni della temperatura dell’acqua che si stanno verificando nell’ultimo decennio.

Si può dire che il corallo rosso sia una specie doppiamente minacciata e dalla pesca e dai cambiamenti climatici. L’idea di Bramanti è stata di applicare studi di tipo demografico al corallo rosso così da capire se questa specie rischia l’estinzione e quindi va tutelata con misure gestionali. La demografia è una scienza nata negli anni ’50 dall’esigenza delle assicurazioni di capire le dinamiche delle popolazioni umane ed ora sta trovando notevoli applicazioni nello studio delle specie in rischio di estinzione o minacciate. Per comprendere il tasso di reclutamento, ovvero i nuovi individui che si aggiungono alla popolazione, delle piastrelle di marmo (oggetto di brevetto N°PI2006A000126), substrato simile per composizione al carbonato di calcio su cui il corallo cresce, sono state posizionate sott’acqua, alla profondità di 40 metri a Calafuria, dove da sempre è presente il corallo. Questi dati integrati con altri raccolti negli anni dal Prof. Santangelo hanno permesso di sviluppare modelli matematici. Ai dati raccolti a Calafuria sono stati aggiunti quelli provenienti da altre aree geografiche come Spagna (Isole Medes) e Francia (Marsiglia) per comprendere se popolazioni distinte e lontane possono subire rischi simili. I risultati hanno evidenziato che il corallo rosso superficiale, ovvero entro i 40 metri di profondità, non raggiunge dimensioni interessanti per il mercato della pesca, probabilmente a causa dell’intenso sfruttamento in passato e che è più sensibile alle variazioni di temperatura solo in determinate aree geografiche, ovvero a Marsiglia.

La caratteristica di questo studio è stata la multidisciplinarità, come ci dice Lorenzo: in questa tesi sono stati, infatti, coinvolte più aree disciplinari dalla matematica alla demografia e chiaramente alla biologia. Le ricerche di Bramanti proseguiranno in Spagna con la prestigiosa borsa Marie Curie finanziata dalla Comunità Europea, a testimonianza di come la ricerca, fuori dall’Italia, abbia riscosso notevole successo.



 

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